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Un sorso di Eolie

Ha il casco in testa e le chiavi del motorino in mano, ma l’attrezzatura da trasferta lascia subito spazio ai calici non appena ci vede arrivare nella sua cantina con alle spalle la montagna e negli occhi il mare.

Siamo a Malfa, comune arroccato su Salina da dove Francesco Fenech ci fa conoscere una delle specialità dell’isola più verde delle sette Eolie: la malvasia. È questa l’eredità che Fenech ha avuto dagli antenati che da Malta approdarono su Salina nel XVIII secolo: sette ettari di vigna da cui ricava la Malvasia versione passita, una vera prelibatezza per cui l’isola è nota fin dall’antichità.

L’infanzia - spiega Fenech - l’ha passata a pigiare l’uva con il metodo tradizionale: gli acini venivano messi sotto a una pietra che - schiacciata con il peso umano - funzionava da torchio. Un’arpa con corde incrociate era invece reinventata come filtro per le bucce.

Solo dagli anni Novanta Fenech decide di cambiare marcia e - un pezzo alla volta - la cantina cambia faccia. Oggi ci sono tini di acciaio, i canizzi per l’essiccatura dei grappoli e imbottigliatrici di cui Fenech ricorda puntualmente il prezzo preciso, segno che ogni miglioramento è frutto di una precisa intenzione e di una fatica che Fenech condivide con due ragazzi marocchini che grazie a lui hanno trovato casa sull’isola. Per rispettare la vocazione “verde” di Salina, la cantina si è poi votata al biologico e quella di Fenech è l’unica azienda sull’isola che espone con orgoglio il certificato bio.

Da buon commerciante, il vino lo esporta in tutta Italia partecipando a fiere ed eventi sparsi per la penisola. Per la sua Salina, però, Fenech tiene Maddalena, una Malvasia secca che ogni anno viene racchiusa in 1600 bottiglie l’anno che è difficile accaparrarsi fuori dall’isola ma che - a chi ha la fortuna di assaggiarlo - regala un sorso verace di Eolie.

Un sorso di Eolie
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