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Meditare come su Spotify

Ha appena compiuto 28 anni ma è già entrata nella lista delle trenta giovani imprenditrici di successo segnalate da Forbes. Lei è Yunha Kim e si è guadagnata un posto nella classifica del prestigioso magazine economico per la sua start-up Locket, fondata subito dopo la laurea alla giovane età di 23 anni.

Anche se la storia di Yunha già fin qui ha più di un elemento motivazionale per aspiranti imprenditori, non è per questo che la ragazza americana di origini cinese finisce su Buonenotizie.co.

«Ho fatto tanti soldi e la compagnia è cresciuta molto velocemente - conferma in effetti Yunha - ma proprio per questo ero sotto pressione. Lavoravo 16 ore al giorno, sette giorni su sette e non avevo idea di come tenere a bada lo stress...»

Così Yunha ha scoperto la meditazione che praticava usando delle applicazioni che la aiutavano a prendersi qualche minuto per tranquillizzarsi. Ben presto però, con il suo spirito da imprenditrice, si è resa conto che - anche se esistevano app di meditazione monografiche e gestite da un solo insegnante - nel mercato mancava una piattaforma che permettesse di condividere i contenuti con un pubblico ampio e composito.

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Così Yunha ha venduto l'azienda, si è iscritta alla Business school della Standford University e nel 2016 ha messo a punto un'altra idea: «Ho creato Spotify per la meditazione. Gli insegnanti si iscrivono, accedono e caricano meditazioni della durata di cinque minuti, indirizzate sia a studenti sia a lavoratori che hanno diverse necessità e vivono tante situazioni»

Simple Habit - così si chiama l'applicazione - è come Netflix su cui le meditazioni vengono raccomandate e divise per categoria. C'è quella da usare prima di un esame e quella per prendere sonno, una per combattere lo stress e un'altra per diventare più gentili: ovviamente uno spazio è risevato alle scelte più popolari degli utenti che vengono raccolte con l'etichetta "meditazioni più in voga".

Anche questa idea è stata un successo sulla quale sono stati convogliati milioni di dollari,

«la più grande ricompensa - dice però questa ragazza, dismessi gli abiti dell'imprenditrice - è vedere come Simple Habit sta cambiando le vite. Quasi tutti i nostri utenti ci hanno trovato tramite il passaparola e ogni giorno riceviamo e-mail e recensioni da persone di tutto il mondo. Recentemente mi hanno raccontato di una donna a cui è stato diagnosticato un cancro che usa Simple Habit per far fronte al dolore e allo stress del trattamento. Abbiamo sentito di genitori adottivi che usano l'app per aiutare i loro figli ad affrontare la rabbia. Sono queste storie che mi spingono ad andare avanti».

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