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Lilly, la Greta thailandese

Lilly, 12 anni, è la leader della lotta alla plastica in Thailandia, uno dei sei Paesi al mondo che scaricano più rifiuti negli oceani

Si chiama Ralyn Satidtanasarn ma il suo vero nome non lo usa mai. Soprannominata dagli amici Lilly, da qualche mese è stata ribattezzata dall’opinione pubblica la «Greta thailandese».

Già, perché Lilly – 12 anni e tanta forza d’animo – sta portando avanti nel Paese asiatico la stessa battaglia lanciata in Svezia dalla quasi coetanea Greta Thunberg: accendere i riflettori sul cambiamento climatico.

Invece di sedersi di fronte al Parlamento, però, Lilly che è cittadina di uno dei sei Paesi del mondo che scaricano più plastica negli oceani, dopo la scuola pagaia lungo i canali di Bangkok completamente ricoperti di immondizia e mette in un secchio i rifiuti che trova.

L’avventura è cominciata quattro anni fa, al ritorno da una vacanza al mare dove Lilly si è resa conto della quantità di plastica che galleggia sull’acqua e ha iniziato le sue sessioni pulizia.

Raccogliendo una bottiglia dopo l’altra questa ragazzina di dodici anni non solo ha ripulito spiagge e canali della capitale ma ha anche attirato l’attenzione su di sé e sul problema delle buste di plastica in Thailandia, ancora diffusissime.
I dati governativi dicono che ogni cittadino ne usa in media otto al giorno per un totale di 3.000 all'anno, dodici volte più rispetto a quel che accade nell'Unione europea.

Con la sua attività, Lilly a giugno ha convinto una catena di supermercati diffusa nella capitale thailandese a non distribuire nei suoi negozi, almeno per un giorno alla settimana, borse non riciclabili. Sulla scia di questo rinnovamento verde anche un altro operatore del settore si è impegnato a eliminare i sacchetti di plastica da gennaio 2020, due anni in anticipo rispetto alla tabella di marcia indicata dalle autorità thailandesi.

Come Greta, Lilly protesta per il clima, al venerdì spesso salta le lezioni, va nelle altre scuole per sensibilizzare i suoi coetanei, scrive sulla sua seguitissima pagina Facebook ma pure alle ambasciate e alle Nazioni unite facendosi aiutare dalla mamma, americana e anch’essa attivista verde.

A chi le ha chiesto di andare all’Onu a manifestare insieme alla sua eroina Greta Thunberg, Lilly ha detto di no: «Il mio posto è qui: la lotta deve esserci anche nel sud-est asiatico».

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