/ Diritti umani

«In una foto, ecco l'#IndiaWeWant»

In un mese sono arrivate oltre cento candidature agli uffici della Banca mondiale dell'India, che in aprile si è presa la briga di chiedere ai giovani di raccontare il loro sogno per il futuro del Paese sintetizzandolo in una fotografia. Non una cosa banale visto che proprio di questi giorni un sondaggio ha rivelato che l'India è il peggior posto per nascere, soprattutto donna.

Ai giovani è stato chiesto di mostrare visivamente (e con una didascalia di massimo 100 parole) qual è la priorità che l'India - nazione coinvolta da un rapido sviluppo ma anche afflita da enormi disparità sociali - dovrebbe prefiggersi come obbiettivo da raggiungere entro il 2047, anno in cui ricorrerà il centenario dell'indipendenza dal Regno Unito.

Il contest è stato lanciato dall'organizzazione su Twitter e Facebook con l'hashtag #IndiaWeWant e in trenta giorni l'iniziativa ha raggiunto ragazzi e giovani che hanno sottoposto la loro immagine di futuro alla giuria che ha diffuso la lista di venti finalisti. Tra loro dieci entreranno in una pubblicazione della Banca Mondiale, mentre al vincitore è offerta la possibilità di un reportage fotografico.

Ma cosa vogliono allora i giovani indiani secondo i primi risultati diffusi da #IndiaWeWant?

Inclusione sociale, agricoltura sostenibile, attenzione all'ambiente e lotta all'inquinamento fluviale, accoglienza delle minoranze, lotta alla povertà, miglioramento delle infrastrutture, ma soprattutto - è questa la cifra dominante delle fotografie selezionate - istruzione ed educazione per bambini e ragazze.

«Per l'India, lo sviluppo prioritario dovrebbe essere l'educazione delle ragazze nelle zone rurali - scrive in calce alla sua foto Neha Eawat - Le bambine si iscrivono a scuola ma non sono in grado di finirla anche perché sono costrette a sposarsi all'età di 10 o 13 anni. Diventano madri analfabete che non sanno leggere e scrivere correttamente; diventano vittime di violenza domestica perché ignare dei loro diritti».

Neha-Rawat-1

«Viviamo in un Paese - spiega invece Sanchit Malhotra - in cui la maggior parte delle donne affronta la discriminazione basata sul genere in un modo o nell'altro. Dei 635 milioni di donne in India, oltre 200 milioni non sono ancora in grado di leggere o scrivere. Una madre istruita cresce bambini educati e sani che contribuiranno al dividendo demografico dell'India. La #IndiaWeWant è quella in cui i bambini delle famiglie più emarginate sono istruiti, in cui le madri di domani crescono giovani che diventeranno i pilastri di una nazione prospera».

Sanchit-Malhotra-1

«In una foto, ecco l'#IndiaWeWant»
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