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Il supermercato è dei clienti

Lavorare qualche ora in un negozio per diventarne proprietari. È il modello dei supermercati cooperativi che funzionano già a Parigi e a New York e che presto arriveranno anche nelle città di Madrid e Barcellona.

I market offrono ai soli soci prodotti a prezzi scontati tra il 15 e il 40 per cento; inoltre garantiscono che i pezzi sugli scaffali provengano da una filiera controllata, senza sfruttamenti.

Com'è possibile? Sono gli stessi soci che decidono quali marchi vendere, quanto pagare i produttori e quale margine di profitto attribuirsi.
Inoltre chi compra è anche colui che lavora, gratis.
Chi è autorizzato a fare la spesa nei supermercati della cooperativa infatti deve dare la sua disponibilità per circa tre ore al mese in cui può occuparsi della cassa oppure aiutare a sistemare i prodotti negli scaffali.

Il modello è nato nel 1973 a New York dall'idea della cooperativa Park Slope Food Coop. L'esperienza americana ha coinvolto 16mila soci e oggi ha scelto di puntare soprattutto sulla vendita di prodotti biologici a prezzi competitivi. Imitare questa iniziativa però non è stato facile.
C'è riuscita la francese La Louve:

«Fino al 2016 - spiega Tom Boothe fondatore della cooperativa parigina - quando abbiamo lanciato la Louve, tutti i tentativi di imitazione del supermercato di New York erano falliti. Ci sono voluti cinque anni a studiare quel modello e il suo funzionamento».
Oggi La Louve - che, come tutti i supermercati di questo genere, sposa una politica di acquisto responsabile privilegiando ad esempio i cibi a chilometro zero e sostenibili - ha 4.500 soci e funziona.

«Lo spazio - continua Boothe - è un luogo di socialità, convivenza ed educazione aperto a tutto ciò che consente l'accesso a prodotti di qualità».

Produrre buone relazioni di vicinato, carenti nelle grandi città, è uno degli obiettivi anche dei supermercati cooperativi che stanno aprendo a Madrid.
Uno di questi si chiamerà "La Osa" e ha già scritturato 450 persone per far parte del progetto che - spiegano gli organizzatori di "Supercoop", secondo market del genere in apertura nella capitale spagnola «non ha come scopo il vantaggio economico ma vuole permettere ai cittadini di accedere a cibo di qualità migliore.
Il supermercato cooperativo è un passo logico nella ricerca della sovranità alimentare da parte dei gruppi di consumatori e della consapevolezza ecologica. Per questo è tempo che questo modello si diffonda».

Foto da Facebook

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