/ Società

Il mondo non è così male

Probabilmente non lo sapete, ma anche voi - come la quasi totalità degli occidentali - vedete grandi nubi nere addensarsi sull'orizzonte del mondo. Guerre, crisi, povertà, calamità naturali: il mondo sta peggiorando e sembra proprio che solo una persona fuori dal mondo, mai sintonizzata con notiziari e titoli di giornale, potrebbe azzardarsi a dire il contrario.
Eppure, anche se sembra impossibile, le cose non stanno affatto così.

Se non ci credete, dovete leggere Factfulness l'ultimo libro di Hans Rosling, medico svedese scomparso un anno e mezzo fa che proprio per combattere con i dati il pessimismo senza quartiere di europei e americani ha fondato Gapminder.

Cambiamenti climatici, povertà, demografia, criminalità, disastri, guerre, nascite: l'ente no profit - oggi gestito dal figlio Ola e alla nuora Anna - raccoglie i dati, li misura e li rende leggibili. In anni di lavoro, i centinaia di grafici di Gapminder hanno restituito un preciso identikit del mondo (peraltro sempre aggiornato) che rivelano una novità. Ovvero: il mondo non è perfetto ma nemmeno così male perché la società - ovunque e pressoché in ogni ambito - sta migliorando.

Solo nell'ultimo ventennio, per esempio, la povertà estrema si è dimezzata.

person sitting beside white sack
Photo by Jonathan Kho / Unsplash

Oggi coloro che vivono con un dollaro al giorno, lavorando la terra e camminando a piedi nudi, senza acqua corrente e possibilità di comprare farmaci sono un miliardo, il 9 per cento circa della popolazione mondiale: non sono mai stati meno. L'elettricità raggiunge oggi oltre l'80 per cento delle famiglie e altrettanti bambini sono stati vaccinati almeno contro una malattia.

Nei Paesi a basso reddito, più della metà delle bimbe - intorno al 60 per cento - completa la scuola primaria (le disparità con i coetanei maschi restano alte invece alle medie e superiori) e pure i morti per calamità naturali si sono dimezzati grazie alle migliori condizioni di vita che permettono a tanti di attrezzarsi contro le avversità.

Pure le infezioni da Hiv sono passate da 549 milioni di persone contagiate nel 1996 ad «appena» 241 milioni registrate due anni fa. Anche grazie a questi miglioramenti, oggi l’aspettativa di vita è salita a 72 anni, più o meno dieci in più rispetto al 1973.

Anche se oggi molti sarebbero pronti a giurare il contrario, i dati dicono che anche sul fronte sicurezza c’è da stare tranquilli. Negli Stati Uniti, il tasso dei crimini violenti è in calo dal 1990. Quell’anno ne furono denunciati circa 14 milioni e mezzo; nel 2016 la cifra era sotto ai 9 milioni e mezzo.

baby rolled on white and black swaddle blanket
Photo by Julie Johnson / Unsplash

Il terrorismo invece sta crescendo: tra il 2007 e il 2016 ne sono state vittime 159mila persone, più o meno il triplo del decennio precedente. Peccato che le vittime nei Paesi ad alto reddito – le uniche degne dell'attenzione dei media – sono diminuite di 3 volte. Ad alzare la media totale sono stati invece attacchi in Iraq, Afghanistan, Nigeria, Pakistan e Siria di cui pochissimo sentiamo parlare. Infine, non sono mai state meno guerre e testate nucleari che sono passate da 64 a 9 migliaia in trent'anni.

Quindi sì, il mondo sta migliorando ed è ora di accorgersene. Non tanto per avere uno sguardo più positivo sulla vita e starsene più tranquilli, ma per essere quantomeno oggettivi. Solo così, avendo un quadro chiaro della situazione di partenza, si possono orientare con criterio le politiche future e far fare un altro passo all'umanità.

Il mondo non è così male
condividi

Buonenotizie.co newsletter