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Duterte: sono una donna!

C'è il nome di Rihanna, Busy Philipps e Donald Trump. E poi ci sono loro: un gruppo di donne normali che si sono guadagnate un posto nella lista delle venticinque persone più influenti del web che la prestigiosa rivista TIME pubblica ogni anno dachhé la rete è diventata un indicatore indispensabile della nostra società.

Il loro urlo BabaeAko - sono una donna! - lanciato nelle strade delle Filippine e sulla piazza di Internet ha avuto un enorme impatto a livello globale, creando non pochi problemi al presidente Rodrigo Duterte contro al quale da mesi piovono accuse di sessismo.

Dal giorno del suo insediamento, nel giugno 2016, Duterte ha alimentato una certa reputazione di battute e commenti contro le donne. Solo per citare alcuni episodi: a giugno ha detto di preferire gli uomini per le cariche di governo, mentre - a suo dire - per risolvere la politica economica delle Filippine basterebbe baciare Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Iternazionale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza delle filippine è stata però una dichiarazione rilasciata dal presidente lo scorso maggio in cui si diceva scontento di dover sostituire un ex capo della giustizia con una donna.

Babae Ako - sono una donna! - hanno allora urlato una dozzina di donne in piazza che hanno prontamente girato un video mettendo insieme tutte le colpe dell'amministrazione Duterte e chiedendone le dimissioni. Da quella prima sfilata il movimento è cresciuto includendo sempre più donne tra giornaliste, attiviste, avvocatesse e persino ex membri del Gabinetto di Duterte. Proprio per il successo che la loro protesta ha suscitato in rete, TIME ha deciso di premiare il gruppo femminista il cui obbiettivo ora è raccogliere sempre più segnalazioni e consenso online.

«Non ci aspettavamo di entrare nella lista del TIME, ma questo dà forza al nostro movimento. Ogni affermazione misogina - ha dichiarato la giornalista Inday Espina-Varona co-fondatrice del movimento - è come dire agli uomini del Paese "anche tu puoi fare lo stesso"».

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