Cos'è

Che il giornalismo non vuol dire solo diffondere cattive notizie, oggi sembrano averlo capito in molti. Solo in Italia, negli ultimi anni sono nate diverse proposte editoriali online e cartacee esplicitamente dedicate alle buone notizie, che dalle loro pagine hanno scelto di escludere la cronaca nera per dedicarsi piuttosto al sociale, al mondo del volontariato e al cosiddetto Terzo Settore. Tra questi c’è anche Buonenotizie.co, un giornale digitale completamente dedicato a storie positive, capaci di ispirare i lettori e rispristinare la fiducia per il genere umano.

La necessità di raccontare buone notizie nasce nel 2014, quando Ilaria Beretta – allora giovane universitaria e oggi giornalista freelance – decide di aprire Suppost-it, un blog sul quale raccogliere piccole storie dal carattere positivo per portare una ventata di fiducia alla sua generazione negli anni della crisi e contemporaneamente fare pratica del mestiere. In quattro anni Suppost-it ha così collezionato oltre cinquecento articoli che resteranno a disposizione dei lettori di Buonenotizie.co in un’apposito archivio.

Quella prima intuizione viene esplicitata nel 2018 in una piattaforma ancor più caratterizzata, dal titolo inequivocabile. Buonenotizie.co è un blog interamente dedicato alle buone notizie, con un aspetto nuovo e ispirato alle riviste in formato digitale. Non c’è limite geografico ai fatti pubblicati che vengono scovati direttamente sul campo oppure sulla stampa italiana ed estera.

«Capiamoci subito – spiega Ilaria Beretta – Parlare di buone notizie non significa attaccare discorsi buonisti, tanto amati da certa retorica. Nemmeno vuol dire fermarsi alla superficie dei fatti oppure gonfiare sorrisi e gentilezze. Le buone notizie sono un’altra cosa e a dispetto dell’apparenza sono una faccenda da prendere sul serio».

Insieme a tanta cronaca nera infatti, nelle famiglie, nelle città ma anche nelle associazioni e per le strade ci sono episodi di bene non banali che non hanno niente da invidiare in quanto a forza comunicativa all’ultimo delitto consegnatoci dal telegiornale. «La donna che apre una sartoria di capi di lusso nel carcere di San Vittore, la malata di Sla che crede ancora alla bellezza della vita, i bambini che costruiscono protesi per coetanei meno fortunati – ci spiega l’autrice - sono solo alcune delle buone vicende che in questi anni mi è capitato di trattare. Storie come queste sono dappertutto e meritano di essere raccontate».

La difficoltà è che il bene non si vede facilmente. Per natura non fa rumore, bisogna andare a cercarlo, va riconosciuto in persone diverse da sé stessi, è meno comodo delle cattiverie e delle lamentele: così passa in secondo piano.
Buonenotizie.co vuole far riscoprire questo aspetto delle vicende umane, sfruttando gli episodi di bene che sono all’ordine del giorno. Il viaggio toccherà diversi ambiti dall’ambiente alla tecnologia, dalla Chiesa alla politica, dal costume alla cronaca senza soluzione di continuità. «La bellezza del bene è proprio questa natura trasversale – conclude Ilaria – e per me è una sfida professionale ma anche una missione di vita».

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