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I ragazzi delle ripetizioni a distanza (e gratis) contro il Coronavirus

Tra i tanti progetti che il Coronavirus ha interrotto bruscamente, c’è anche il servizio di ripetizioni che alcuni universitari di Monza stavano per lanciare prima del lockdown. I giovani non si sono però lasciati scoraggiare dal virus e hanno deciso di proporre comunque l'iniziativa e di renderla gratuita per tutta la durata dell’emergenza

Probabilmente l’avevano immaginata diversa la partenza di «Ripethub», un portale per le ripetizioni dedicate agli studenti di Monza che alcuni universitari del quartiere Libertà hanno ideato qualche mese fa. Poi è arrivato il Coronavirus, la Lombardia e l’Italia intera si sono fermate interrompendo iniziative e progetti. Di fronte all’emergenza i creatori di Ripethub avrebbero potuto rimandare il lancio e invece, lungi dallo scoraggiarsi, hanno deciso di rimodulare la loro offerta, trasformando in gratuito quello che doveva essere un servizio a pagamento.

In sostanza i quindici tutor - che frequentano facoltà diverse e coprono praticamente tutte le materie rivolgendosi a studenti di superiori, medie ed elementari - durante la quarantena si mettono a disposizione per lezioni private, naturalmente da fare a distanza. Basta prendere un appuntamento online sul sito del servizio e poi connettersi in video conferenza all’orario prestabilito su Skype o Whatsapp.

«Frequentavamo la sala studio pubblica di viale Libertà — spiega al Corriere Milano Francesco Straniero da cui a dicembre è partita l’idea. A fine giornata ci trovavamo al bar dello stesso centro civico, per stare insieme tra noi e svagarci. Notavo sempre che molti tavoli erano occupati da ragazzi delle superiori, spesso in difficoltà su tante materie. Così c’è venuta un’idea: noi universitari abbiamo sempre un budget ridotto, e avremmo potuto integrare le nostre finanze offrendo ripetizioni ai ragazzi più giovani con qualche lacuna a scuola. Ci siamo riuniti per parlarne, ed eravamo tutti entusiasti. Pensavamo di usare le sale del centro, per vederci di persona, quello sarebbe stato il nostro “hub” per lo studio. Avevamo ideato il logo, la parte social. La Cooperativa sociale 144 ci ha dato il sostegno economico. Io e Paolo, amico laureando in filosofia, ancora oggi ci sentiamo almeno un’ora al giorno al telefono per mettere a punto dettagli, per ripensamenti e nuove idee del caso. Ci eravamo presentati in Comune per i permessi, erano partite le prime richieste. Poi è successo quello che sappiamo...»

Con le scuole chiuse e le lezioni che continuano su piattaforme di didattica a distanza, però, moltissimi ragazzi confinati tra le mura domestiche hanno bisogno ancor più di prima di un aiuto per fare i compiti o ripassare la lezione. Vista la situazione Ripethub ha perciò deciso di partire lo stesso e la cosa bella è che alla squadra originaria si sono aggiunti altri giovani che hanno deciso di mettere a disposizione il loro tempo per dare una mano ai più giovani in questi tempi di difficoltà.

«È un modo - dicono tutti - di dare il nostro contributo all’Italia in emergenza».

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