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Il cinecamper che scala le montagne

Ci sono giovani che dai paesini di montagna scappano verso la città e altri che invece alla bellezza della vita dei borghi arroccati sulle cime credono ancora e vogliono dare una chance.

Questa è pure la filosofia di Fabio Gianotti e Silvia Bongiovanni, una giovane coppia della Valle Stura, nel Cuneese, che cinque anni fa ha deciso di portare il cinema in montagna.

I due - tre figlie, filmmaker lui e psicologa lei - hanno dunque caricato un proiettore sul vecchio camper del 1979 con cui fino ad allora facevano le vacanze e si sono preparati per questo strambo «trekking dell'arte visiva».

Da allora ogni estate il Cinecamper - questo il nome della manifestazione inventata dalla famiglia Gianotti - attraversa le Alpi e porta una rassegna cinematografica d'autore a domicilio proprio in quei paesini che soffrono lo spopolamento. Abitanti e turisti sono avvisati per tempo e invitati in piazza: lo spettacolo comincia all'imbrunire ed è gratis; al Comune di turno si chiede solo di prestare le sedie.

Arrivati fin qui, lo show non può che essere di qualità. I titoli dei lungometraggi presentati dal camper cinema infatti non sono per niente casuali: tra le proiezioni figurano soprattutto documentari sulla montagna e sull'alpinismo ma anche avventure e storie. Tra le dieci pellicole selezionate per l'edizione 2019, per esempio, c'è il film «The Dawn Wall» che racconta l'impresa degli alpinisti Tommy Caldwebll e Kevin Jorgeson compiuta su una parete difficilissima da scalare nello Yosemite Park in California; ma anche «Funne» di Katia Bernardi che mostra un gruppo di donne adulte che vedono per la prima volta il mare, un'esperienza provata da tante anziane spettatrici del cine camper.

A poco a poco, in questi anni, all'iniziativa si sono appassionati gli abitanti di tanti borghi del cuneese - molti dei quali non hanno una sala per il cinema propria. «Gli anziani - ha spiegato Silvia a La Stampa che ha intercettato questa storia - sono i più curiosi, ma di quella curiosità sana che ci fa piacere. Spesso molti di loro è una vita che non vanno al cinema. Ricordo che in una piccola borgata alcune donne pur di non perdersi ogni nostro gesto nel montare lo schermo, si sistemarono sulle sedie e si misero chi a pulire i fagioli, chi a pelare le patate, mentre altre badavano alle nostre bimbe. Trasmettevano il calore di una comunità».

Foto dal sito di Cinecamper

Il cinecamper che scala le montagne
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