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Cammina con me

A Los Angeles un ragazzo ha inventato The People Walker, un servizio che ti trova qualcuno con cui passeggiare.

Facciamo due passi? È questa la domanda a cui ha provato a rispondere Chuck McCarthy che a Los Angeles, in piena California, si propone di accompagnare chi vuole camminare in compagnia.
Il servizio si chiama "The People Walker" ed è nato nel 2016 grazie a una pagina Facebook e centinaia di poster appesi per la città con i quali Chuck ha fatto conoscere la proposta ai cittadini. In tre anni il servizio è andato così bene che i camminatori seriali hanno raggiunto quota 200 e The People Walker si è trasformata in un'app.

Da smartphone o da web, il sistema è lo stesso: si crea un profilo, si abilita la geolocalizzazione e si fa richiesta di una passeggiata, fissando data e orario. Per trovare un partner disponibile basta scorrere la lista dei camminatori volontari che si fanno pagare in media dai 7 ai 21 dollari per ogni mezz'ora.
Chi offre il servizio sono trainer, insegnanti di yoga, attori, liberi professionisti e psicologi: i fornitori fanno lavori diversi e parlano anche diverse lingue, il che non guasta in una metropoli come Los Angeles.

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A chi si sta chiedendo perché qualcuno è disposto a pagare per camminare, rispondono i diretti interessati che lo hanno spiegato alla BBC. «I miei amici sono occupati, hanno le loro vite ed è difficile coordinarsi per vederci - spiega Bob, 71 anni, che cammina con il fondatore del servizio da due anni e mezzo - Con Chuck ci scambiamo storie, abbiamo parlato dei nostri piani e grazie a lui ho conosciuto nuovi quartieri. La mia prima motivazione è l'esercito, anche se capisco che qualcuno sia in ricerca per motivi psicologici oppure di solitudine».

Già, perché i dati dicono che a Los Angeles - una città molto estesa dal punto di vista geografico e dove lo smart working è all'ordine del giorno - 785mila case (circa il 24 per cento delle abitazioni della città) sono abitate da una sola persona. Per questo non sono solo gli anziani a essere attirati dal servizio. Lo stesso Chuck, per esempio, ha attivato The People Walker in risposta alla vita sedentaria dell'attore alle prime armi, costretto a restare al computer a lungo per trovare proposte di lavoro.

«Il problema - spiega Chuck al Guardian - non è che le persone non hanno amici. Piuttosto non sempre riescono a incastrare il proprio tempo libero con quello degli agli. Nonostante i telefoni e i computer, non siamo davvero connessi e abbiamo ancora bisogno dell'interazione umana».

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